venerdì 15 giugno 2012

Almost - 5-INCHER


Almost l'ha pensata davvero bene: se ne esce con un video di questo calibro in un periodo di magra: ci stà.
Si inizia con una super intro che ci spiega come taaaanti oggetti non troppo larghi e affusolati possano raggiungere la lunghezza di 5 pollici (e chi avrà visto come me il trailer rimarrà spiazzato, e io che pensavo che questi 5 pollici erano riferiti a… ahahaha!), il tutto accompagnato da una super song dei Del-Larks, scelti giusto per farci rimpiangere di non essere vissuti negli anni '50.
E dopo questa parte introduttiva si inizia al volo con la carrellata di skaters (è già, questo è un video molto minimal, con skater che si susseguono uno dietro l'altro, senza mai perdere il ritmo, dall'inizio alla fine).

Willow è il primo della lista, introdotto da un filmato di repertorio in stile Slave/Istituto Luce.
Vi ricordo che costui è un europeo, scoperto dal "talent scout" Geoff Rowley e passato a Almost da ormai un po' di tempo.
Gira con una fluidità e uno stile davvero ammirevoli, butta fs big spin da tutte le parti e… in men che non si dica arriva al volo: 
Cooper Wilt
Sulle note degli Sparks ci ricorda della sua eccellente confidenza con la tavola: linee pulite e concrete, con tricks spesso eseguiti in spot davvero grezzi, talmente grezzi da passare da artificiali a naturali (skatearsi una radice di un albero non è da tutti..)
E come si dice in questi casi: bene, bravo, 7+
Lewin Marnell
Quando la videopart di uno inizia con la clip nuda e cruda vuol dire che c'è da aspettarsi qualcosa: questo qualcosa è rappresentato da un vecchio pensionato che armato di coltello cerca di difendere la proprietà, con un modo di fare cdavvero tutto suo. E ovviamente Lewis cerca di difendere se stesso dal nonnino sclerotico a forza di "put the knife down, put the knife down, put the knife down" ricevendo come risposta un bel "I kill you!" e ancora: "put the knife down".."just a moment".. ahahahah! questo botta e risposta sarà il mio personalissimo tormentone dell'estate.
Inutile dirvi che Lewis skatea da paura, poppa come pochi altri sanno fare, e tra un nollie heel tiratissimo e svariati fs flip to qualunque cosa arriviamo alla fine della sua parte.
Youness Amrani
Mi verrebbe voglia di fare un copia-incolla dalla review precedente: pulito, preciso e completo.
L'hard flip finale riassume il concetto in pochi secondi.

Mitchie Brusco è una dell new entry del team, un giovincello che gira in mega ramo come se niente fosse; segue Shmatty Chaffin: di lui mi ha colpito lo stallo in aria, sembra quasi fluttuare in assenza di gravità.. bei tricks, bella scoperta.
Tocca poi a Michael Sommer, seguito da CJ Tambornino che è un mix fra Chet childress e Marc Johnson; infine ecco Issey Yumiba, praticamente un ninja, bello molleggiato alla Jerry Hsu (ma anche alla Adriano Cenentano)

E dopo un intermezzo sullo skateboarding degli anni 70, sempre in stile istituto Luce, si ritorna (in parte) ai giorni nostri:
Daewon Song
Cosa dire: è uno dei punti di riferimento dello skateboarding, praticamente da sempre o almeno da quando è "nato" lo skateboarding moderno.
Nella sua carriera si è skateato praticamente di tutto, spingendo sempre di più il tutto verso un livello superiore.
Ha skateato scalzo, scazzo, bendato, su transizioni impossibili e chi più ne ha più ne metta.
Essendosi skateato tutte le strutture artificiali esistenti ha così deciso di skatearsi la natura, nuda e cruda: rocce iper grezze, alberi secolari, tutti spot davvero improbabili e impensabili per un comune mortale.
E il bello è che non si limita a fare ollie e trick "semplici" ma spacca tutto a furia di tre flip e qualunque altra cosa complessa.
Ovviamente ci sono anche parti in street, ma skateate con una visione che solo lui può avere.
Era da un bel pezzo che attendevo nuovo materiale, e Daewon non mi ha deluso, anzi..
Va bene, dopo questa overdose di stilosate arriviamo ad un altro piccolo intermezzo che probabilmente molti vi voi hanno già visto: i ragazzi della Almost si sbizzarriscono con travi di cemento da 5 pollici (quelle usate nei parcheggi per intenderci) inventandosi cose davvero incredibili.
Ed ecco che in questa parte si intravede nientepopodimenoche Chris Haslam, che pochi secondi dopo da il via alla sua video part.
Era ovvio che sarebbe arrivato il suo turno.. Song Indie Rock per lui (questa scelta me l'aspettavo). Quello che non mi aspettavo erano invece i truck incredibili impossibili improbabili che si è fatto.. E' evidentemente arrivato ad un livello talmente alto che non sa più come scendere (per fortuna!). Non ha senso che io stia qua ad elencare tutte le chicche che si è chiuso, sia perché alcune sono davvero impronunciabili, sia perché dovete vederle con i vostri occhi.
Non ce ne sono di storie, è un'innovatore, una specie di avanguardista di questo tipo di skateboarding.


Il video finisce con la solita sigla e con i soliti clippettini scartati, molto divertenti (l'ultimo poi è un cavallo di battaglia di Song)
Ah ecco, pochi tricks in transitino, ma con un team del genere c'era pure da aspettarselo (al limite riguardatevi Cheese And Crackers.. li troverete tutti i tricks che volete).
Dal lato puramente tecnico il video se ne sbatte dell'alta definizione, scelta che comunque è azzeccata, è chiaro che la Almost ha preferito puntare tutto sull'immediatezza dei tricks, senza troppi fronzoli.
C'è stata la premiere pochi giorni fa, in parecchi skateshops sparsi per l'Italia, ma per chi come me non è potuto andare, può trovare questo mini capolavoro praticamente ovunque, da iTunes al PSN, da Google Play al formato classico in DVD, al prezzo davvero modico di 6 euro scarsi. Dai, non fate i barboni, 6 euro per 5 pollici sono davvero un affare da non perdere! 
Buona visione!

lunedì 5 marzo 2012

Nike SB - The SB Chronicles Vol.01

Per la fine del 2011 sarebbero dovute uscire parecchie produzioni interessanti, ma per strani motivi non è andata in questo modo; Cold War, per esempio, è ancora in standby.. La mia voglia di vedere video nuovi è stata però pienamente soddisfatta da Nike, che avendo letto nella mia mente si è decisa a far uscire Chronicles.
I veggenti sono riusciti a proporre una delle loro solite super produzioni: non badando ovviamente a spese, sono riusciti a confezionare un ottimo prodotto ovviamente di qualità, ma mi sarei stupito del contrario.
E a proposito di qualità, la si può notare non appena si fa partire il video: si inizia al volo con una presentazione del marchio in stile Paramount Pictures, per poi passare ad un'originalissima sigla iniziale (ovviamente tutta filmata in HD, come il resto del video); non so se l'avete mai visto, ma penso quasi che si siano ispirati un po' al meccanismo utilizzato da per Pee Wee Herman per prepararsi la colazione, o ancora al dispensatore di cibo per cani di Emmett Brown (AKA Doc, Ritorno al Futuro).
Geniali: tutto quanto è stato studiato con super precisione e utilizzando oggetti molto grezzi e volutamente artigianali hanno reso ancor più interessante il tutto.
Ed è così che piano piano ci vengono presentati tutti gli skaters presenti nel video, ognuno accompagnato da un tema di riferimento.

Youness Amrani

Beastie Boys e.. boooom! skatea facile, troppo facile; è una macchina, fa quello che vuole e dove vuole; peccato solo per le curve inesistenti; in street però è davvero un mostro, è un po' come se fosse controllato da un joypad della PlayStation.
Quasi imbarazzanti i tre flip out là dove non me li sarei mai aspettati, impressionante il controllo che ha della tavola (a tratti mi ricorda Oliveira, che come stile me lo ricorda molto).
E il last trick? ahahahah! guardate e capirete perché mi vien da ridere.

Clark Hassler

Per quanto riguarda la scelta e l'interpretazione degli spot è quello che spacca di più: gli piacciono l'asfalto grezzo, i muretti (in)grindabili e tanto per complicare ancor più le cose gli spazi ristretti e difficilmente raggiungibili.
Niente da dire, è fuori di testa dal primo all'ultimo minuto della sua parte e ce lo dimostra con tanti tricks davvero assurdi, uno fra tutti il switch wallride to 50-50 (!!!)

Stefan Janoski

Non vi basta aver letto il suo nome? per quanto mi riguarda non c'è molto da dire sul suo conto.
E' inutile che sto qua a raccontarvi cosa fa e cosa non fa.. Stefan "evergreen" Janoski. Guardatevelo, più e più volte.

Chet Childress

Dopo tutto questo street skating un po' di curve ci volevano.
E chi potrebbe girarsele se non il buon, vecchio, zingaro, più cicciotto del solito, Chet Childress?
E' sì, il bacon alla piastra dei primi frames lo rappresenta egregiamente.
Un po' old school e un po' thrash, Chet si diverte parecchio, soprattutto nelle vecchie piscine in stile Gleaming the Cube.
Al termine della sua video part si skatea pure una balla di fieno.. niente di più originale, massimo rispetto.

Daniel Shimizu

Perdonatemi le lacune, ma lui è una mia personalissima bella scoperta; bello molleggiato e flessibile, se la skatea con aggressività originalità e scioltezza.
Spesso e volentieri lo vedrete indossare camice a quadri e calzini alti: questi dettagli non possono che donare un tocco di stile in più a questo skater un po' rockabilly e un po' truck driver.
Ci saluta con un fs board giù da un rail veramente improbabile.

Lewis Marnell

Latin Jazz, natura e relativi colori e "profumi".. eccolo qua, ogni volta che esce con una parte nuova il suo pop aumenta di 5 centimetri.
Il suo stile è molto particolare e personalmente non rientra tra i miei diciamo "preferiti", ma questa è una riflessione puramente soggettiva; resta il fatto che Lewis spacca davvero tantissimo, si fa dei gap che sembrano già lunghi in video, non oso immaginare come potrebbero essere dal vivo..

Wieger Van Wageningen

Più che un nome il suo è uno scioglilingua.
Molto ma molto tecnico, è chiaro fin da subito che la sua passione sono i ledges.. e infatti se li skatea in qualsiasi modo (e qualche trick me lo fa accostare mentalmente a Mark Johnson)
Fakie heel sw-overcrook è il suo last trick. Impressionante

Grant Taylor

Introdotto da Lance Mountain, Grant è stato eletto Skater of the Year 2011.
E' lo skater del momento, gira in piscine, concrete park e curve di ogni genere (che tanto vanno di moda in questo periodo)
In street gira davvero bene, niente di troppo tecnico ma veramente fluido e preciso.
In curva è un mostro: air tiratissimi, transfert assurdi, grind chilometrici e velocità folle sempre e ovunque; fa quasi venire l'ansia da quanto la sua video part sia frenetica.


Ringraziamenti finali, B Rolls di ogni genere e mini clip conclusiva, che vede in primo piano il punto di vista di una classica valigia da viaggio alle prese con nastri trasportatori in aeroporto. 
Questo capitolo Nike è il perfetto mix fra qualità e quantità (i circa 30 minuti totali scorrono via che è un piacere).
Il fatto che questo sia il "volume 01" sta a significare che usciranno sicuramente (e speriamo pure il più presto possibile) altri capitoli, che, se avranno lo stesso mordente di questo loro apripista, saranno sicuramente all'altezza della situazione.
E fu così che la Nike riuscì ad azzeccare praticamente tutto, colmando un gap temporale che stava iniziando a farmi preoccupare.
Ottimo lavoro.. non mi resta che augurarvi una buona visione.


domenica 30 ottobre 2011

Foundation - WTF!

Evidentemente spinto da Thrasher Magazine, ecco uscire l'ultima (e attesa) produzione Foundation: WTF!
Già dal titolo si può intuire l'originalità con la quale sono stati prodotti i 20 minuti totali del video.

E' evidente che si è deciso di puntare sulla qualità e non sulla quantità; il video è decisamente alternativo, minimale e montato diversamente dalle "solite" produzioni.
Non ce ne se ne rende conto ma già dopo i primi secondi si entra nel bel mezzo dell'azione; non esiste infatti una sigla iniziale se non una micro introduzione un bel po' amatoriale ma comunque sufficiente allo scopo.
Si parte subito in quarta.

Dakota Servold è il primo della lista, skatea con quello stile che va di moda adesso, e skatea davvero bene; accompagnato da un brano bello affilato, che però in alcuni casi stona con il montaggio, caratterizzato a mio parere da un po' troppi rallenty anche quando non ci dovrebbero essere.

Ryan Spencer: a introdurlo ci sono i Joy Division con la loro Warsaw; molto aggressivo, un po' alla Jamie Thomas, si chiude un sacco di tricks veramente pesanti (ottima la scelta del varial flip btb, trick purtroppo sempre meno considerato).
Chiude la parte con un trick che mi mette ansia al solo pensiero di doverlo tentare.

Dan Murphy, bello impostato ma comunque leggero sulla tavola presenta una parte composta dal 90% da gap; mi dava l'impressione di essere un po' reppettaro ma il brano mi ha un attimo spiazzato.

Marquis Preston mi aveva già stupito in Stay Gold e ha ripetuto il tutto in questo video; belle run, peccato per la video-part un po' troppo breve, talmente breve da presentare subito Abdias Rivera, mini-skater che avevo un po' perso di vista ma che è ritornato pulito come sempre. 
Onestamente mi sarei aspettato qualcosa di più, anche se si fa perdonare con un fantastico bs tail su una specie di mini portichetto di marmo.

Sierra Fellers è pulito pure lui ma a volte un po' legnoso, personalmente lo trovo un filo ripetitivo (nollie flip, heelflip, 360 flip che ormai chiude a raffica da tutte le parti). 
Una cosa che però mi è sempre piaciuta del suo modo di skateare è che va a prendere i tricks con pose un po' ninja (soprattutto quando si tratta si switch) similmente a Tony Tave.

Taylor Smith è probabilmente il più giovane, ci presenta un sacco di tricks presi anche dagli anni precedenti, ha uno stile che è chiaramente in fase di evoluzione ma che comunque apprezzo.
Conclude con una serie infinita di best-tricks, alcuni degli di chiamarsi così altri un po' meno.

Corey Duffel parte subito velocissimo come suo solito, e come al suo solito sceglie un brano azzeccatissimo; chiude un'infinità di tricks, tutti poppati all'inverosimile e ci presenta (seguendo il manuale del buon modaiolo) tutti i suoi look recenti e tutta la sua attenzione e cura nel modo di vestire (sempre ok, ma non poteva essere altrimenti).

Nick Merlino è l'ultimo skater della cricca, e se non lo si fosse visto precedentemente ci si potrebbe tranquillamente porre il dubbio sul suo stance.
Mi piace, ha uno stile simile a Jamie Tancowny, skatea pochi muretti, rails lunghi e tanti gap (l'ultimo in particolare..); come soundtrack abbiamo una song in linea con il suo modo di girare.



Sigla finale "minimal" come il resto del video;
Simpatica la grafica per i titoli di coda e nessuna colonna sonora a concludere il tutto (se non fosse per le voci dei discorsi dei membri del team).
Il team Foundation è sicuramente riuscito a produrre un bel video, originale e che non segue il solito standard di montaggio classico e (fin troppo) ripetuto.
Venti minuti intensi che vi porteranno sicuramente a riguardarveli più e più volte. 
WTF!

venerdì 16 settembre 2011

Real - Since Day One

Un fatto curioso dello skateboarding in generale è rilevabile fra i team che lo compongono: con il tempo alcuni di questi sono riusciti ad acquisire una ben precisa identità e attitudine, che li distingue da tutti gli altri; esempi "classici" di questa tendenza vengono dimostrati dai ragazzi della Zero, hard rockers grezzi e dai target davvero elevati se ci si riferisce a street spot; o ancora, i Baker boys, paladini dell'illegalità, sedicenni a vita e (parecchio) disagiati (per non parlare della sottocategoria Deathwish).
Similmente troviamo il team della PlanB, dal sapore east-coast. E molti altri.
Questa non è una semplice catalogazione, ma è ciò che personalmente molti team mi trasmettono, una specie di loro personalissimo marchio di fabbrica.

Ora, è chiaro che questo tipo di ragionamento non si può attribuire al 100% dei componenti di una squadra, ma ad una percentuale sufficiente per poter affermare con certezza il loro stile, che ovviamente andrà a colpire direttamente chi li osserva.
Questo fenomeno automatico però non è caratteristico di tutti i team; ce ne sono alcuni che infatti sembrano non riuscire ad ottenere un'amalgamazione tale da renderli distinguibili dagli altri; non che questa cosa sia un difetto, ma più che altro, un qualcosa dato dalla scarsa caratterizzazione dei componenti, forse dettata dal marchio stesso e da ciò che il marchio vuole trasmettere ma anche forse pilotata dagli sponsor (perché sì, spesso chi gira per gli stessi marchi tende a diventare un tutt'uno con il resto del team, come se appartenessero ad un'unica grande famiglia (Emerica-Baker, Zero-Fallen, non per citare sempre i soliti ma perché questi sono alcuni dei casi più evidenti).
Esempi concreti di questa seconda tipologia di team sono i ragazzi della Real (e perché no, l'attuale Flip, ben lontana da quello che era nel 2001).
Sufficientemente famosi da garantire un video abbastanza longevo da non stancare lo spettatore, ma troppo poco legati da un qualcosa di più che un semplice marchio, così da (non) poter essere inquadrati come team affiatato ed unito (il tutto ovviamente visto da un mio personalissimo punto di vista che potrebbe addirittura essere diametralmente opposto al vostro)
Il concetto non è semplice, è una sorta di sensazione che si riceve a lungo termine, un qualcosa che non tutti i team sanno trasmettere.
Questo ragionamento fa comunque capire come nonostante ci siano differenziazioni fra gruppi differenti, si riesca lo stesso ad ottenere un ottimo risultato, sul semplice profilo di quello che è il puro skateboarding.
Guardando Since Day One sembra infatti non esserci un filo logico che leghi tutti i protagonisti.
E' vero che visti singolarmente rendono parecchio, ma zoomando un po' indietro non si riesce a focalizzare a pieno l'intero team.
Tant'è che sarei pronto a scommettere che la maggior parte delle riprese di ognuno di loro è pescata qua e la da lavori individuali più che riprese di gruppo; magari mi sbaglio, ma questa è la sensazione che mi hanno trasmesso.
Bè, essendo questa una recensione, direi che il tema è stato smarrito parecchie righe fa, anche se credo che questo ragionamento (modellabile a qualunque altra produzione) possa essere un buono spunto di riflessione anche per voi che leggete.

Il video comunque scorre via liscio, un mix di 16:9 e 3:2 alquanto strano per una produzione del genere.
Ma dettagli tecnici a parte, c'è da dire che la (pre) sigla è un qualcosa di geniale, un'ottima carrellata di visuali accompagnate dalla theme song di una mitica serie televisiva anni '70: "Le Strade di San Francisco".. Mmm, chissà perché hanno scelto proprio questa città…
I minuti successivi fanno invece da antipasto a tutto quello che verrà, con nomi famosi ed altri un po' meno che si susseguono senza sosta.
La parte succosa inizia con giusto un contributo al piccolo grande Johnny Romano che purtroppo ci ha dovuto abbandonare troppo presto; se avesse potuto continuare a skateare, sono certo che avrebbe spaccato il mondo.
Si parte con un James Hardy incredibilmente stiloso per poi passare un po' dopo a Dompierre e Torres, fino ad un aumento graduale di qualità evidenziato da JT Aultz, il californiano che riesce ad offrire una delle più belle video-part dell'intero video.
Ci sono poi anche l'intramontabile Ramondetta (dallo stile forse discutibile ma dalle capacità sovraumane), per poi concludere con nientepopodimeno che Dennis Busenitz che skatea costantemente a 30km orari, con una visione degli spots davvero incredibile, tanto che riuscirebbe a creare sessions interessanti anche in uno stanzino di 9 metri quadrati.
Gli skaters in realtà sono molti altri, ma lascio a voi il piacere di scoprirli.
Il livello di skateing di tutto il video è chiaramente elevatissimo; i ragazzi della Real sono riusciti a creare qualcosa di abbastanza interessante, ma che forse avrebbe potuto offrirci qualcosa in più.
Ovviamente, come ogni video che si rispetti, il tutto viene concluso da una sigla finale nella quale compaiono i soliti rimasugli dei filmers, sempre utili per far capire di come questa gente disponga di una così elevata quantità di tricks incredibili, che poi per un motivo o per l'altro non potranno essere totalmente incastrati nella videopart ufficiale.


Questa non è stata di certo una recensione convenzionale, ma del resto era decisamente arrivato il momento di affrontare questa nuova ed interessante prospettiva, che potrebbe fare da input per altre riflessioni legate direttamente alla realtà che viene rpresentata in questo blog.
E quale migliore occasione per amalgamare il tutto con un po' di sano skateboarding made in USA.