Era il 2001 quando incominciai seriamente ad apprezzare questa disciplina, nonostante essa mi abbia colpito fin da quando ero piccolo, grazie a film come Gleaming the Cube e perché no, anche Ritorno al Futuro (capolavoro).
Ed è proprio in questi giorni che conversando con alcuni miei amici è saltata fuori l'ipotetica data che ha segnato la mia vita fino ad ora.
Ipotetica per il fatto che ho dovuto riorganizzare i ricordi ormai vecchi di 10 anni (all'epoca, per la grande legge della sottrazione, avevo 15 anni), in modo tale da giungere ad una data di riferimento, appunto quella del 2001.
Si sa che in Italia il calcio è sempre andato per la maggiore: la maggior parte dei miei coetanei erano intenti a giocare a quello che per me diventerà uno degli sport da cui più mi dissocio in assoluto, capace di far ombra su molte discipline "minori", per un semplice fatto di mentalità quadrata/limitata dei nostri connazionali.. ma in Italia è così e purtroppo me ne sono fatto una ragione.
Resta il fatto che decisi un po' controtendenza di provare questa nuova esperienza, ignaro di quello che sarebbe accaduto negli anni successivi.
Inizialmente mi ritrovai da solo, e utilizzai una tavola che un mio vecchio e caro amico mi prestò per un certo periodo (super larga, niente nose, in poche parole old school, proprio come quella che avevo quando ero più piccolo); e così si fece coinvolgere anche lui, che a sua volta ne coinvolse un altro ancora.
Il primo periodo fu un po' come i primi passi di un bambino: ci sentivamo insicuri, spaesati ma elettrizzati.
In quella fase avvenne un vero e proprio innamoramento istantaneo, ci bastava spingerci a caso in giro per il nostro (piccolo) paese di campagna per essere felici; lo skate stava già diventando una costante attiva nei nostri giorni estivi, c'era un rapporto quasi morboso con la nostra tavola.
E da li in poi andò sempre meglio: la tavola portò oltre a un sacco di divertimento anche nuove amicizie (molte delle quali portate avanti negli anni), la scoperta di luoghi mai visti prima ed un nuovo stile di vita (la mia visione delle costruzioni architettoniche cambiò irrimediabilmente prospettiva..), fino ad arrivare intorno al 2005, insieme ad altri 4 amici, alla realizzazione di uno degli skatepark DIY più belli del Cremonese, il BonelessPark; segue poi la recente e nuova esperienza come giudice ufficiale nel Campionato Italiano di Skateboard, sotto la guida esperta di Luca Basilico (che per coincidenza, nel 2001, era uno dei primi skateboarders famosi che scoprii in ambito italiano, insieme ad altre "vecchie" leve).
Ma non sono sempre state tutte rose e fiori: sono stati tanti gli infortuni che ho avuto in questi anni (e poi sì, ne ho già messi in preventivo molti altri..): distorsioni, contusioni e chi più ne ha più ne metta (i miei stinchi "irregolari" sono la prova tangibile di una parte di questi, diciamo, imprevisti), senza contare l'allontanamento automatico e graduale da certe amicizie, per il semplice fatto che a volte interessi differenti portano a strade differenti.
Peccato davvero, ma questo è il prezzo da pagare se ci si innamora seriamente di qualcosa.
E la tavola è una fidanzata che necessita di moltissime attenzioni e costante dedizione, perché a differenza di molti altri sport basta un minimo di incostanza per ritrovarsi al punto di partenza.
Il mio rapporto con lo skateboarding si è evoluto in modo direttamente proporzionale agli anni trascorsi, diventando per certi versi un qualcosa di ossessivo, come se avessi quasi una totale dipendenza verso la tavola (chi skatea da un po' penso che possa capire pienamente quello che ho appena affermato).
Esempi di questa mia ossessione sono stati la mia tesina sviluppata per il diploma ed addirittura la mia tesi di Laurea al Politecnico, entrambe focalizzate (in modi ovviamente differenti) sullo skateboarding.
Ed è per questa mia grande passione che seguo assiduamente qualunque nuova produzione di skate, tant'è che la mia "collezione" personale è arrivata a contare oltre 200 capolavori (chi più e chi meno) prodotti dagli anni '80-90 in poi.
Una diretta conseguenza è stata quella di iniziare ad interessarmi al video editing e in particolare a filmare ed editare skateboarding (ma anche BMX, perchè all'epoca del park non eravamo tutti skaters), per poi passare su questo blog a recensire video, per il semplice gusto di farlo.
Lo skateboard mi ha tolto (forse) poco e mi ha dato (sicuramente) moltissimo; la passione che ho avuto negli anni per arrivare a questo traguardo è stata tantissima e (sul lato più pratico) vedere ragazzini che nel giro di poco tempo raggiungono un livello che io mi sogno tutt'ora non può che rendermi felice, nella speranza di vedere sempre più gente interessata a questa disciplina, che per molti potrà sembrare individuale ma che in realtà permette di socializzare davvero molto, come poche altre attività riescono a fare.
Tornare alla normalità è praticamente impossibile, il livello di assuefazione è elevatissimo e a questo punto non posso e non voglio cambiare atteggiamento.
Resta il fatto che 10 anni sono passati (forse è meglio dire volati), e molti altri ne passeranno ancora; spero che possiate avere (o aver avuto) anche voi un'avventura positiva come la mia ma anche e soprattutto che vi possiate appassionare realmente a questo mondo invece che cascare banalmente nel circolo scontato delle mode passeggere; a questo proposito non posso non citare il grande Gianluca Mariani che un po' di anni fa' in un breve filmato disse: "A me lo skate ha cambiato la vita. A voi? il look per una stagione?"
Parole sante. Non mi resta che prendere la tavola e uscire a skateare.
Breve nota: la fotografia all'inizio dell'articolo è la prima in cui compaio "in azione"; me la fece un amico di vecchia data che passando di li decise di immortalare quel momento; non rientra nel periodo delle mie primissime skateate (risale infatti al 2003 circa) e non è nemmeno super risoluta, ma essendo la prima in assoluto è per me senza ombra di dubbio la più importante di tutte.
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